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informativa legale

ROSARIO DI ROSA

u/nu

rosario glitch

u/nu, ispirato al film sperimentale “Umano non umano” (1969) di Mario Schifano — che riflette sull’identità attraverso frammenti, discontinuità e sguardi molteplici — è un ciclo di sette composizioni di musica elettroacustica sperimentale che esplorano il tema dell'identità in tutte le sue forme: personale, collettiva, tecnologica, poetica e geografica. Il progetto approfondisce in particolare il contrasto tra l'identità virtuale — spesso artificiale o costruita — e quella autentica e profonda di ciascuno. Radicato in un'estetica glitch attualizzata, il lavoro è costruito interamente con fonti originali: patch Max/MSP, no-input mixing, sensori Arduino (che rilevano dati biometrici come battito cardiaco e GSR), intelligenza artificiale (modelli vocali RAVE) e field recordings. Nessun sintetizzatore o VST: ogni suono è generato e trasformato autonomamente, come materia sonora filtrata dalla memoria e dai luoghi. I sensori Arduino sono stati utilizzati anche su altre persone — inclusa la figlia di cinque anni del compositore — per riflettere sull'identità come processo fluido, collettivo e plurale. Il ciclo u/nu è concepito come un ecosistema sonoro modulare: i brani possono essere ascoltati in sequenza o simultaneamente. Questa forma non lineare riflette una visione stratificata dell'identità, in cui prospettive e temporalità diverse coesistono. Ogni composizione è un modulo autonomo, ma contribuisce a una narrazione sonora complessiva. 

u/nu, inspired by Mario Schifano’s experimental film Umano non umano (1969)—which reflects on identity through fragments, discontinuities, and multiple viewpoints—is a cycle of seven experimental electroacoustic compositions exploring identity in all its forms: personal, collective, technological, poetic, and geographic. The project focuses in particular on the contrast between virtual identity—often artificial or constructed—and the authentic, deeper self. Rooted in an updated glitch aesthetic, the work is built entirely from original sources: Max/MSP patches, no-input mixing, Arduino sensors (capturing biometric data such as heartbeat and GSR), artificial intelligence (RAVE voice models), and field recordings. No synthesizers or VSTs are used; every sound is self-generated and transformed as sonic matter filtered through memory and place. Arduino sensors were also used on other people—including the composer’s five-year-old daughter—to reflect identity as a fluid, collective, and plural process. The u/nu cycle is conceived as a modular sound ecosystem: the pieces can be listened to sequentially or simultaneously. This non-linear form reflects a layered vision of identity in which different perspectives and temporalities coexist. Each composition functions as an autonomous module while contributing to an overarching sonic narrative.